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Titolo dell'opera:
Polena d'imbarcazione da guerra
Acquisizione:
D'Albertis Enrico Alberto 1932
Ambito culturale:
analisi stilistica
Tipologia:
mezzi di trasporto/ornamentale
Epoca:
XIX 1851 1900
Inventario:
C.D.A. 462
Provenienza (nazione):
Nuova Zelanda
Tecnica:
La prua veniva intagliata nel legno con scalpello di basalto o di giada e martello di legno.
Utilizzo:
Simbolica Spedizione di guerra
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Descrizione:
Parte terminale di prua di canoa costituita da un fregio traforato a spirale le cui volute, legate tra loro da listelli corti a sezione esagonale, derivano dalle foglie della felce e simboleggiano il sopraggiungere sulla terra della luce e della conoscenza. Il fregio decorativo poggia su una figura antropomorfa stilizzata che si protende verso l'esterno a guisa di polena. La figura, chiamata "tiki", è realizzata con occhi a mandorla, naso con narici forate e bocca aperta, mostra la lingua e indossa un copricapo bilobato. Ai suoi lati sono presenti due appendici parzialmente asportate, probabilmente gli arti superiori, che si estendevano all'indietro fino al termine della spirale. Sotto la testa umana si sviluppa una fascia intagliata a traforo che segue la forma curva della prua e del corpo della polena. La base posta sotto di essa non appartiene alla scultura maori. La moltiplicazione di motivi curvilinei, di spirali, e la copertura totale delle superfici con decorazioni a traforo o incise è specifica della produzione maori, in particolare quella lignea. Per un lungo periodo l’arte maori è stata descritta rintracciando solo i caratteri del suo aspetto esteriore. In tempi abbastanza recenti la pubblicazione di opere di studiosi maori ha permesso letture e approfondimenti che aprono a una complessità di simboli plastici inseriti in sistemi sociali, politici e religiosi che devono essere compresi nella loro globalità.


